Luoghi e paesaggi
L’impronta dell’epoca più fulgida del Ducato di Milano, di cui Ludovico il Moro fu l’ultimo grande protagonista, ha disegnato lo sviluppo e i paesaggi di interi territori, e le città che li costellano conservano tesori artistici che ne connotano l’identità.
Il progetto di creare una rete internazionale per mettere in relazione i luoghi che hanno rappresentato lo scenario che vide protagonista Ludovico il Moro, si è concretizzato nell’istituzione del Comitato Promotore delle Celebrazioni in suo onore, al quale hanno aderito personalità del mondo istituzionale e accademico, enti, istituzioni, aziende oltre a 28 città.
La mostra “SULLE ORME DI LUDOVICO IL MORO: LUOGHI E PAESAGGI” è l’avvio di questo percorso. È un viaggio fotografico attraverso queste realtà: ogni città e istituzione è rappresentata da tre immagini accompagnate da brevi descrizioni che ne svelano i tesori artistici riconducibili all’età d’oro del Ducato di Milano e che ne connotano le rispettive identità.

Una garzetta dal candido piumaggio “abita” questa risaia della Sforzesca.
Il riso, grande protagonista di questo paesaggio da secoli, racchiude in sé molteplici preziosità. fra cui una biodiversità di insetti, anfibi e uccelli riconosciuta a livello europeo. L’acqua e la rete irrigua sono la linfa che alimenta questo agroecosistema.

A valle della Sforzesca le acque della Roggia Moretta. scaricate dalla Roggia Mora di Vigevano. vanno a potenziare la Roggia Castellana nel suo lungo “viaggio irriguo” verso Pavia.
Nel 1482 Leonardo arriva alla corte sforzesca perché sapeva, tra le tante competenze, “coducer aqua da uno loco ad uno altro” come si legge in una lettera indirizzata a Ludovico Maria Sforza.
Un’abilità, quella di Leonardo, di cui il Moro si avvalse per migliorare l’irrigazione dei suoi territori attraverso la progettazione di nuovi canali.
Una ricchezza d’acqua grazie alla quale è nata in questo territorio un’agricoltura straordinaria.

Lapide in marmo di Candoglia murata sul colombarone d’angolo nord-ovest della Sforzesca, la grandiosa tenuta agricola realizzata nel 1486 da Ludovico il Moro nei pressi di Vigevano. Si legge:
“Ero misero suolo ora sono un terreno ricchissimo
perchè lo Sforza mi ha curato con la sua mano destra.
È mutato il mio aspetto, ho cambiato nome
mi chiamavano vile, ora mi chiamo Sforzesca.
Ludovico ha coltivato questi campi e non si pente
all’artefice della pace si addice essere un contadino“
Autore della scritta è l’umanista e diplomatico Ermolao Barbaro a cui il Moro conferì l’incarico di tesser le lodi del suo operato sotto forma di epigramma.

